Piante natalizie - di Graziano Belleri

Percorrere i sentieri dei nostri monti con l’inverno che già incombe, immersi in un silenzio quasi religioso rotto solamente dal crepitio delle foglie secche, strappando momenti di quiete al vivere convulso e caotico odierno è, per chi sa godere anche delle piccole manifestazioni della Natura, fonte di arricchimento e di riconciliazione con un mondo che troppo spesso abbiamo accantonato.

È bello pertanto incontrare sul nostro cammino piante che si mostrano in tutto il loro splendore in questa stagione rigida e apparentemente priva di vita e che, nel loro abito agghindato a festa, sembrano vegliare le compagne assopite in un sonno profondo.

Nel paesaggio uniformemente grigiastro risaltano macchie scure create dal verde intenso delle foglie lucide dell’Agrifoglio (Ilex aquifolium L., Scarfòi o Spinfòi in dialetto). L’agrifoglio è un piccolo albero che raramente raggiunge i 10 m di altezza o arbusto, quando vegeta nel sottobosco; è a fioritura primaverile (fiori bianco-rosacei) e le foglie coriacee e poliformi sono munite di spine, soprattutto sui rami più bassi, probabilmente per autodifesa. I rami, riuniti in piccole fascine, venivano usati un tempo per la pulizia dei camini e ancora ai nostri giorni, ahimè, tagliati o strappati, specie quelli più ricchi di drupe rosse (balìne) per ornare le case durante le festività natalizie.

Stesso destino è riservato sovente anche al Pungitopo (Ruscus aculeatus L., Spirasorèch). Questo suffrutice sempreverde, dal fusto eretto e legnoso, forma fortunatamente ancora abbondanti popolazioni nei nostri boschi, anche se i teneri germogli (spàres) vengono raccolti per uso culinario. Le foglie sono ridotte a piccole squame; quelle che erroneamente sono considerate tali, sono in realtà rami appiattiti, denominati "cladodi", spinosi all’apice. I piccoli fiori non appariscenti, verdi-giallognoli, scompaiono quasi di fronte al vistoso rosso lucente del frutto sferico, una drupa molto ornamentale.

La Rosa di Natale (Helleborus niger L.) identificata spesso nelle nostre contrade come Bucaneve, inizia la fioritura ancora a novembre e la protrae fino a marzo – aprile, sbucando al margine di sentieri e cespugli e forando impavida, se necessario, il manto nevoso. I grandi petali bianco-latte, virano man mano al rosso-verde e portano al centro numerosi stami gialli. Le foglie svernanti coriacee e lucide, sono palmate e composte da 7 – 9 lobi, mentre lo scapo è grosso e carnoso. Questa pianta fa si che i nostri boschi non restino mai, nell’arco dell’intero anno, privi di una corolla da poter ammirare.

Ammirare è il termine appropriato riferito alle "specie natalizie" sommariamente descritte, poiché come nelle nostre famiglie in questo periodo è naturale ritrovarci e stare insieme, anch’esse avrebbero probabilmente piacere a rimanere con i loro compagni vegetali nel loro ambiente, rispettate e protette, pronte, di stagione in stagione, a regalarci uno spettacolo sempre nuovo e variopinto.

Pubblicato su: La Torre di Villa, notiziario n. 6, anno 1998

Il pensiero del 2017

"Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata"

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